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Written on 10/01/2014, 10:41 by Moderatore
 La psicologa ed esperta AIC Dott.ssa Francesca SAFINA risponde alle vostre domande. Si ricorda agli utenti che il prossimo incontro si terrà mercoledì...
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Written on 11/05/2013, 09:46 by Moderatore
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Glutine cosa mi fa
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ARGOMENTO: Glutine cosa mi fa

Glutine cosa mi fa 1 Mese, 1 Settimana fa #11731

Buon pomeriggio, scusate il disturbo, ma il mio medico non sa aiutarmi in alcun modo e io non so più cosa fare.


4 anni fa ho eliminato il glutine dalla mia alimentazione su suggerimento del mio medico senza fare analisi. A seguito del l'eliminazione del glutine ho smesso di soffrire di quattro problemi di cui soffrivo da sempre: stanchezza cronica, dermatite eczematosa, dolori articolari e mal di testa frequenti. Ora sono in cerca di una diagnosi ma quando sono andata a fare il prelievo per le analisi per la celiachia e il rast per le allergie alimentari, la dottoressa che mi ha fatto il colloquio mi ha detto che 1 mese di reintroduzione del glutine non sarebbe stato sufficiente per un corretto risultato e così è stato. Tutto negativo. Dopo pochi giorni ho fatto la gastroscopia e il medico che ha effettuato l'endoscopia mi ha ribadito il concetto che era troppo presto. Però ha detto anche che i villi intestinali erano leggermente appiattiti. Sto aspettando l'esito della biopsia. Solo che ora sono quasi 2 mesi che ho reintrodotto il glutine, i miei annosi problemi sono tutti tornati ed oltre a sembrare costantemente al 7 mese di gravidanza senza essere incinta, sono ingrassata di 10 kg.
Quanto tempo bisogna mangiare il glutine per avere risultati positivi?
Ho paura di diventare enorme di questo passo.
Per favore mi sapete dare una mano?
Grazie mille.

Maria-Cristina Petrucci
389-8379272
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Re: Glutine cosa mi fa 1 Mese, 1 Settimana fa #11734

Salve,
per rispondere alle sue richieste le allego alcuni messaggi del Prof Umberto Volta, con i quali il professore rispondeva a domande analoghe; in sintesi: l'avvio di una dieta senza glutine senza aver effettuato gli accertamenti necessari per verificare la presenza della celiachia può complicare, non di poco, una diagnosi futura. Il tempo di riesposizione al glutine, prima di intraprendere un nuovo iter diagnostico per la malattia, è soggettivo ed è stabilito dal centro per la celiachia o medico specialista. Generalmente il tempo di riesposizione al glutine, dopo lunghi periodi di dieta senza glutine, è di circa 3 mesi. Non è possibile basarsi sulle interpretazioni visive dell'operatore durante l'esame endoscopico con la valutazione della mucosa ad occhio nudo. L'esame macroscopico della mucosa ( visivo, attraverso la lente dello strumento endoscopico ) non fa diagnosi di Celiachia in nessun caso, ed è pertanto necessario il prelievo bioptico e l'esame istologico dei frammenti prelevati, come esplicitato in uno dei messaggi allegati del Prof. Volta. Le suggerisco di rivolgersi ad un medico specialista, gastroenterologo, oppure a un centro di riferimento per la celiachia più vicino al suo luogo di residenza.Colgo l'occasione per ricordare che la diagnosi di celiachia deve essere posta da medici di riferimento indicati dal SS della sua Regione, in quanto l'erogazione gratuita dei prodotti viene concessa ai celiaci dopo certificazione posta da un medico, o da un centro specialistico, accreditato.
Un cordiale saluto.

-Inizio dieta senza accertamenti per la celiachia-

risposta Prof. Umberto Volta, CS-AIC:

Purtroppo, la mancanza di accertamenti prima dell'inizio della dieta aglutinata è l'errore più grande che può essere compiuto da chi presenta una sintomatologia compatibile con celiachia. Infatti, dopo tale passo raggiungere la certezza diagnostica è difficilissimo, spesso impossibile, proprio perchè il paziente, come la Sig.ra del caso in oggetto, non accetta l'esecuzione di un challenge con glutine ed anche perchè non si ha nessuna certezza su quanto deve essere lungo lo stesso challenge. Rispondo brevemente ai due quesiti posti dalla Paziente a cui potrò essere di scarso aiuto nel raggiungimento della diagnosi dal momento che è da tempo a dieta senza glutine.1) Gli anticorpi possono negativizzarsi anche dopo pochi mesi dall'inizio della dieta senza glutine in un soggetto celiaco, così come in alcuni casi la loro negativizzazione richiede anche più di 12 mesi. Questo dipende anche dall'entità dei titoli anticorpali all'inizio della dieta.2) Esiste la celiachia sierologicamente negativa in quanto nessuno dei test anticorpali (inclusi antiendomisio ed antitransglutaminasi ha una sensibilità del 100% per la celiachia), ma l'unico modo di dimostrarla è la biopsia intestinale con riscontro di atrofia dei villi e documentazione istologica della loro ricrescita dopo un anno di dieta senza glutine.
Prof.Umberto Volta

-Challange con glutine-

risposta del Prof Umberto Volta, CSN-AIC:

Dopo quanto tempo di ripresa della dieta libera ricompaiono in circolo gli anticorpi correlati alla celiachia (antiendomisio ed antitransglutaminasi)?
La risposta anticorpale in corso di challenge (reintroduzione del glutine) è individuale e varia da paziente a paziente. Certamente un mese di dieta libera dopo 2 anni di dieta aglutinata stretta, come riportato dalla Signora, è un lasso di tempo molto breve per aspettarsi la ricomparsa degli anticorpi a livello sierico. La durata consigliata del challenge è in questi casi di 3 mesi, anche se in taluni casi (soprattutto dopo periodi brevi di dieta aglutinata) viene consigliato anche un challenge di 6 settimane.
Prof.Umberto Volta/ Presidente CSN-AIC


-Attesa esiti gastroscopia e mucosa normale visibile ad occhio nudo dall'operatore-

risposta del Prof Umberto Volta.

Il quesito posto dalla signora è indubbiamente di grande interesse ed è una domanda che mi sento rivolgere spesso: è possibile che l'aspetto della mucosa intestinale ad occhio nudo durante la gastroscopia sia normale e che poi l'esame istologico risulti positivo? Certamente sì, anzi devo dire che nella mia esperienza è molto frequente leggere referti di gastroscopie in cui la seconda porzione del duodeno è macroscopicamente normale e poi l'esame istologico rileva perfino un'atrofia subtotale dei villi. Al tempo stesso voglio sottolineare che non deve mai essere accettata una diagnosi sull'aspetto apparentemnete piatto della mucosa intestinale senza la conferma della biopsia dal momento che, anche se più raramente, si può avere un referto di apparente appiattimento dei villi ad occhio nudo con villi che poi sonno normalissimi nella biopsia: insomma quello che voglio dire è che ciò che conta è ancora una volta la biopsia e non l'aspetto della mucosa durante l'esame endoscopico.
Umberto Volta
Presidente CSN-AIC
Arrigo Arrighi
Esperto AIC
Ultima modifica: 1 Mese, 1 Settimana fa Da Arrigo Arrighi Moderatore.
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