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Written on 10/01/2014, 10:41 by Moderatore
 La psicologa ed esperta AIC Dott.ssa Francesca SAFINA risponde alle vostre domande. Si ricorda agli utenti che il prossimo incontro si terrà mercoledì...
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Written on 11/05/2013, 09:46 by Moderatore
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Relazione anticorpi e glutine
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ARGOMENTO: Relazione anticorpi e glutine

Relazione anticorpi e glutine 7 Mesi, 2 Settimane fa #13679

Buonasera. Scrivo per avere una delucidazione che al momento non mi è chiara: gli anticorpi già tranglutaminasi e anti endomisio agiscono in relazione al glutine assunto o sono solo espressione di infiammazione della mucosa intestinale?
Ringrazio per la disponibilità

Re: Relazione anticorpi e glutine 7 Mesi, 2 Settimane fa #13681

Salve,
si, sono in funzione del glutine assunto. Non si spiegherebbe altrimenti la tendenza a negativizzare gli anticorpi dopo un certo periodo di tempo di dieta senza glutine. In una piccola percentuale di celiaci esiste la possibilità che rimanga in essere una debole risposta anticorpale nonostante una dieta aglutinata strettissima. Non si può escludere che tale debole risposta degli anticorpi specifici sia espressione di una memoria anticorpale che induce la mucosa intestinale a produrre ancora piccole quantità di anticorpi nonostante sia stato allontanato l'elemento scatenante, il glutine. Per valutare il significato della eventuale debole persistenza di anticorpi bisogna considerare questo parametro nel contesto clinico e laboratoristico generale: se gli esami di assorbimento ( emoglobina, ferro, folatemia, etc ), sono nella norma e se il paziente ha risolto completamente i sintomi presenti alla diagnosi, non vi è la necessità di rivedere la dieta che, tuttavia, deve essere sempre rigorosa. (rif.prof Umberto Volta).

Mentre la persistenza di elevati valori anticorpali, dopo un lungo periodo di dieta senza glutine, potrebbe essere causata da una non completa aderenza al trattamento dietetico, come illustrato nel post del Prof Volta di seguito allegato.
Cordialità.


Persistenza valori anticorpali elevati dopo un congruo periodo di dieta.
risposta Prof. Umberto Volta:

Da circa 30 anni mi occupo di celiachia ed in particolare di diagnostica sierologica della malattia celiaca, settore in cui ho contribuito alla messa a punto di tutti i test per la diagnosi ed il follow-up, a cominciare dagli anticorpi antigliadina per continuare con gli antiendomisio e più recentemente con gli antitransglutaminasi. Devo dire che in base alla mia esperienza valori di anticorpi antitransglutaminasi così elevati (anti-tTG IgA>100 AU v.n. <9AU) dopo un periodo così lungo di dieta (3 anni) hanno una sola spiegazione: da qualche parte il glutine arriva e stimola il sistema immunitario ad una risposta così vivace. Mi è capitato tante volte in questi anni di trovarmi di fronte a pazienti adolescenti e alle loro famiglie che negavano nel modo più assoluto ogni forma di assunzione di glutine per poi prima o poi scoprire che il glutine volontariamente o ad insaputa del paziente (per una informazione non corretta) veniva ingerito ed in dosi anche generose. Un’altra possibilità che prendo sempre in considerazione in questi casi di persistenti valori elevati di anti-tTG è quella che vi sia una patologia autoimmune associata non nota, in grado di ostacolare attraverso meccanismi di alterazione dell’immunità umorale la negativizzazione dei marker della celiachia. Certamente, questa possibilità ancorché non frequente, va esclusa con uno screening dell’autoimmunità a 360 gradi che prenda in considerazione la determinazione degli autoanticorpi non organo specifici, degli ANA su cellule HEp2, degli anti-DNA, degli ANCA e degli ENA. Valori persistentemente positivi di anticorpi antitransglutaminasi, ma a titolo molto più basso (dai valori border-line di 9 AU fino a 20 AU, con range di positività da 9 a 100 AU) possono essere giustificati da una particolare ipersensibilità che alcuni pazienti celiaci mostrano nei confronti anche di tracce di glutine, per cui anche le piccole quantità presenti nei prodotti dietoterapeutici in questo ristrettissimo gruppo di pazienti sono in grado di mantenere una debole risposta anticorpale. Un’altra cosa che farei (se già non è stata fatta) verificherei l’attendibilità degli esami, ripetendoli in un centro di riferimento nella diagnostica anticorpale della celiachia. In conclusione, proprio in base alla lunga esperienza che ho di diagnostica anticorpale, un valore così elevato di anticorpi antitransglutaminasi dopo un periodo sufficientemente lungo di dieta, una volta verificata l’attendibilità del dato ed una volta esclusa una qualsiasi patologia autoimmune associata, può essere spiegato a mio avviso solo con un’assunzione di discrete quantità di glutine.
Prof. Umberto Volta, Cordinatore del Board AIC.
Arrigo Arrighi
Esperto AIC
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