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CELIACHIA E PATOLOGIE CORRELATE
(1 Online) (1) Ospite
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ARGOMENTO: CELIACHIA E PATOLOGIE CORRELATE

Re: CELIACHIA E PATOLOGIE CORRELATE 1 Anno, 4 Mesi fa #2065

HO UNA FIGLIA DI 8 ANNI CON SINDROME DI DOWN E CELIACA.
L'IDEA CHE POSSA DIVENTARE ANCHE DIABETICA,
MI SPAVENTA MOLTO.
NON AMA MOLTO I DOLCI , E QUINDI EVITO DI DARGLIELI, MA CAPISCO
CHE NON è QUESTO IL PROBLEMA.
POSSO FARE QUALCOSA PER NON INCAPPARE ANCHE NEL DIABETE?????
GRAZIE

Re: CELIACHIA E PATOLOGIE CORRELATE 1 Anno, 4 Mesi fa #2083

Ciao, sai che e' la stessa cosa che volevo chiedere io??!! anche io sono celiaca e non ho sintomi se mangio glutine. Di nessun genere. Pero' penso che mangiarlo anche se pochissimo tutte le settimane non vada bene perche' i tuoi "villi" ne risentirebbero, anche non dando dei malesseri. tuttavia sono convinta che se una volta ogni due mesi dovesse capitare di uscire a cena , il glutine lo si possa ingerire.

Re: CELIACHIA E PATOLOGIE CORRELATE 1 Anno, 4 Mesi fa #2090

gent.mo dott. Francesco VALITUTTI
le espongo il mio caso : ho 45 anni e sono a dieta senza glutine NON certificata dal 2009 in seguito al manifestarsi di una serie di patologie autoimmuni tra cui la tiroidite autoimmune con nodulo ipercaptante e l'alopecia areata. Precedentemente a queste patologie avevo sofferto di una forte carenza di ferro per oltre 20 anni curata con fiale di ferlixit endovena ogni 3/6 mesi. Nella mia famiglia c'è la figlia di mia sorella celiaca certificata dall'età di 18 mesi. Nel corso degli anni in cui la forte anemia mi aveva dato problemi ho sempre fatto gli esami del sangue per controllare una eventuale celiachia ma i risultati erano sempre negativi. Quando nel 2009 ho iniziato a soffrire di alopecia areata e l'equipe medica dove sono in cura mi ha parlato di celiachia occulta o latente come possibile causa dell'alopecia areata ho iniziato una attenta e rigida alimentazione senza glutine nella speranza che il problema potesse risolversi cosa che purtroppo non è accaduto. Le volevo chiedere se LEI concorda con la possibile concausa delle due patologie o se ritiene che siano del tutto scollegate una dall'altra nel corso di questi quasi 5 anni di dieta senza glutine ho risolto il problema dell'anemia i valori di emoglobina e ferro sono rientrati nella norma. La ringrazio per l'attenzione e per i consigli che potrà darmi

Re: CELIACHIA E PATOLOGIE CORRELATE 1 Anno, 4 Mesi fa #2244

x ioia76

Semplicemente è più prudente programmare una gravidanza almeno dopo 6 mesi (meglio se un anno) dalla dieta senza glutine. E' comunque una sua decisione, e se vuole accorciare questi tempi nessuno glielo impedirà. Tuttavia ne assumerà gli eventuali rischi.
Dott.Francesco Valitutti
Esperto AIC
Ultima modifica: 1 Anno, 4 Mesi fa Da Moderatore.

Re: CELIACHIA E PATOLOGIE CORRELATE 1 Anno, 4 Mesi fa #2246

x ely

L'associazione tra celiachia e diabete è legata ad una condivisione di geni (comuni alle due patologie e all'autoimmunità in genere) ma anche il fattore ambientale -cioè il glutine- incide negativamente su questa associazione.
In altre parole, geneticamente il celiaco è più a rischio rispetto alla popolazione generale per quanto riguarda le malattie autoimmuni in genere, ma quando inizia la dieta senza glutine questo rischio si riduce in maniera sensibile,pur rimanendo leggermente maggiore rispetto alla popolazione generale. Uno studio italiano in passato ha dimostrato come tra i bambini che venivano diagnosticati più precocemente il rischio di comorbidità autoimmuni (diabete compreso) fosse minore, a sottolineare come questo rischio sia direttamente correlabile alla durate dell'esposizione al glutine del celiaco.
Cerchi di stare tranquilla quindi: iniziare la dieta esercita una sorta di protezione in questo senso.
Dott.Francesco Valitutti
Esperto AIC
Ultima modifica: 1 Anno, 4 Mesi fa Da Moderatore.

Re: CELIACHIA E PATOLOGIE CORRELATE 1 Anno, 4 Mesi fa #2247

x alessandra scida

è stato dimostrato che l'assunzione ripetuta di un quantitativo di glutine pari a poco meno di mezza "penna" (formato di pasta), cioè quello contenuto in 2-3 grammi di farina di grano, non permette il ripristino del normale aspetto dei villi intestinali, e quindi la malattia rimane attiva, con un grado di infiammazione residuo nella mucosa intestinale.
Non sorprende che il celiaco molto spesso non abbia sintomi, ma questo non rappresenta certo un elemento per "abbassare la guardia". Un malassorbimento di micronutrienti, come il calcio ad esempio, può non dare sintomo alcuno, ma indebolire le ossa di un soggetto giovane rendendolo come un soggetto anziano e aumentando il suo rischio di fratture spontanee.
Un livello di infiammazione residuo a livello intestinale dovuto alla scarsa attenzione non è certo raccomandabile. Molto spesso questo livello di infiammazione non si evidenzia con gli esami del sangue: in alcuni soggetti, infatti, solo trasgressioni volontarie e grossolane possono portare all’aumento degli anticorpi.
La dieta, quindi, deve essere sempre scrupolosa, tanto nei soggetti sintomatici quanto negli asintomatici.
Dott.Francesco Valitutti
Esperto AIC
Ultima modifica: 1 Anno, 4 Mesi fa Da Moderatore.
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